di Carlo CAVALLO
Avvocato in Torino


Articolo comparso sulla rivista BancaFinanza (marzo 2015)150123-banca_finanza

Il rating di legalità è una sistema di valutazione delle imprese di tipo “etico”, nato nel 2012.

L’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), in raccordo con i Ministeri della Giustizia e dell’Interno, ha deliberato, nel novembre 2012, il Regolamento per definire l’attribuzione del rating alle imprese operanti nel territorio nazionale con fatturato sopra i 2 milioni di Euro.

Del rating attribuito alle aziende si tiene conto – oggi – in sede di concessione di finanziamenti pubblici da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario: in particolare, la banca che non concede crediti ad una impresa avente rating, è obbligata a motivare la scelta con apposita nota alla Banca d’Italia.

La valutazione di esprime in stellette: da una a tre.

Per ottenere il rating “di base” (cioè una stella) occorrono alcuni requisiti minimi autocertificati, come l’assenza di misure di prevenzione personali o patrimoniali, di misure cautelari personali o patrimoniali per gli amministratori e soci, l’assenza di provvedimenti di condanna dell’Autorità e della Commissione europea per illeciti antitrust, l’assenza di provvedimenti per il mancato rispetto delle leggi sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e la mancanza di violazioni in materia retributiva, contributiva, assicurativi e fiscale.

Per salire alla valutazione massima, cioè sino alla terza stella, si richiedono altri sei requisiti, autocertificati dal legale rappresentante, ciascuno dei quali comporta un segno + (sommandone tre si ottiene un’altra stella, fino a un massimo di tre).

Tali requisiti sono:

  • rispetto dei contenuti del Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell’Interno e da Confindustria, e a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni di categoria;
  • utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti anche per importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;
  • adozione una struttura organizzativa che effettui il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative applicabili all’impresa o un modello organizzativo ai sensi del d.lgs. 231/2001;
  • attuazione di processi per garantire forme di Corporate Social Responsibility;
  • iscrizione in uno degli elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
  • adesione a codici etici di autoregolamentazione adottati dalle associazioni di categoria.

Tutto ciò, secondo quanto disposto dalla delibera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato n. 24075 del 2012, come modificata dalla delibera n. 24953 del 5 giugno 2014, quindi dalla delibera n. 25017 del 17 luglio 2014 e, da ultimo, dalla delibera n. 25207 del 4 dicembre 2014 (Bollettino n. 48 del 15 dicembre 2014; G.U. del 15 dicembre 2014).

Ecco una ulteriore ed importante ragione, dunque, per adottare – e mantenere in efficienza – il modello di gestione ed organizzazione.

La prospettiva di una maggior facilità nell’accesso al credito risulta infatti un fattore di stimolo per adottare il modello previsto dal d. lgs. 231/2001, la cui corretta attuazione garantisce anche gli istituti di credito. 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha recentemente rilevato che le domande da parte delle imprese per ottenere il rating di legalità sono più che raddoppiate nel 2014, rispetto al 2013. L’aumento di richieste si è registrato l’adozione del decreto n. 57 del 20 febbraio 2014 sui criteri per tenere conto del Rating di legalità nella concessione dei finanziamenti pubblici e nell’accesso al credito.

Dall’entrata in vigore del Regolamento a tutto il 2014 sono stati attribuiti 271 Rating.

Per la maggioranza, si tratta di domande che provengono dal Nord (43,3%), rispetto al 22% del Centro e al 31,7% del Mezzogiorno (Sud e Isole).

In base al tipo di attività, circa il 25% delle imprese richiedenti opera in settori di particolare delicatezza, come l’edilizia, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti.

L’elenco completo delle aziende che hanno ottenuto il Rating, con il relativo punteggio, è pubblicato sul sito dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (www.agcm.it).

 

 

 

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