Elezioni COA – Le interviste dell´Avv. Daniela Nazzaro: Avv. Carlo Cavallo, Foro di Torino (www.avvocatirandogurrieri.it)

L’Avv. Carlo Cavallo, Foro di Torino dal 1994, è Cassazionista, penalista esperto di reati societari e bancari, pubblicista (“BancaFinanza” ed “Espansione”), tiene lezioni all’Università di Torino presso la Facoltà di Economia, è membro della Commissione Scientifica del COA di Torino e relatore di numerosi convegni in materia di d.lgs. 231/01 e TU 81/08. Si presenta alle elezioni Torinesi del 16 – 18 ottobre con la lista “Il Consiglio per gli Avvocati”, composta da Colleghi che, nella quasi totalità, non si sono mai occupati di politica forense in passato e che hanno deciso di unirsi per portare avanti le loro istanze direttamente, con un programma molto dettagliato e fortemente rappresentativo delle difficoltà che incontriamo quotidianamente nell ́esercizio della nostra professione, proponendo, ad es., la creazione di uno sportello di ascolto per gli iscritti presso il Consiglio, la revisione delle modalità di prenotazione delle udienze di sfratto e di ppt, l’attuazione dell’art. 492 bis cpc, l’abolizione delle copie di cortesia, l’istituzione di un organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento, il monitoraggio delle procedure di liquidazione dei compensi del Patrocinio a spese dello Stato, la previsione del versamento di una somma in deposito al COA all’atto della presentazione di un esposto, la riduzione della quota di iscrizione all ́Ordine. Non mancano aspetti di più ampio respiro politico, ispirati ai principi di efficienza, trasparenza, partecipazione e informazione.

1. Avv. Cavallo, il vostro programma sembrerebbe denunciare un profondo scollamento tra la base e le istituzioni. Come intendete recuperare questo rapporto ?

“Innanzitutto credo che un Consiglio attento alle varie anime che compongono l’Avvocatura debba avere due obiettivi primari: essere aperto alle esigenze di ogni Collega, perché ciascuno conta singolarmente, e confrontarsi con le Associazioni che esprimono, in uno spirito di aggregazione, le istanze più sentite dagli appartenenti alla nostra professione. Sono iscritto all ́Albo dal 1994 e un po’ di esperienza ce l ́ho: non sempre ho ricevuto dal mio Consiglio quell ́appoggio, quella solidarietà e quella attenzione che, secondo me, è dovuta anche a chi è giovane (lo ero anch ́io, allora) e si muove in un contesto di minore visibilità. Questo, invece, vorrei: che ogni Iscritto al Consiglio di Torino, per il solo fatto di essere un Iscritto, potesse contare su un organo che lo aiuta, sia aperto alle sue esigenze professionali, lo rappresenti davvero e, a certe condizioni, se necessario, lo difenda tutelandone l’immagine. Davanti a tutti e senza paura. Con le associazioni, poi, si può lavorare sia per migliorare le condizioni di esercizio della nostra attività sia per intercettare bisogni ed istanze della nostra società: penso, ad esempio, alle associazioni che si occupano di diritto di famiglia, di minori, di diritto del lavoro, delle vittime di reato, di detenuti, dei problemi degli immigrati, tutte espressioni della convivenza sociale che meritano attenzione a tutti i livelli. Ci sono, poi, i colleghi, specie quelli giovani, che sono animati da propositi ambiziosi e che cercano di far sentire la loro presenza aggregandosi. Con tutte queste formazioni bisogna instaurare e coltivare proficui rapporti, attraverso un costante contatto, che deve essere uno degli obiettivi centrali dell’azione di un Consiglio dell ́Ordine moderno, capace di essere in sintonia con i tempi che viviamo.”

2. Molto peculiare lidea di stipulare una Convenzione tra il COA e lEnte Nazionale per il micro-credito. Come nasce questa idea e come si struttura ?

“L ́idea nasce da lontano. Il nostro Collega Giampaolo Mussano, che fa parte del nostro gruppo, ne aveva fatto un suo cavallo di battaglia quando era membro dell ́attuale Consiglio subalpino. Poi si era dimesso, ritenendo di non poter continuare ad esercitare un mandato ampiamente scaduto. Molti di noi hanno condiviso ed elogiato questa sua scelta, ma, senza Gianpaolo, la proposta di ricorso al micro-credito per gli Avvocati è rimasta lettera morta. Purtroppo. Quando ci siamo riuniti per dar corpo al gruppo ‘Il Consiglio per gli Avvocati’ e candidarci per le imminenti elezioni abbiamo pensato che quell ́idea dovesse essere uno dei pilastri del programma sottoposto al vaglio dei Colleghi. Si deve riprendere la strada interrotta e concretizzare l ́obiettivo di mettere a disposizione di noi Avvocati, e sottolineo “noi”, una piattaforma di servizi che possa contribuire a rendere più sereno l ́esercizio della professione. Molti Colleghi, non da oggi, incontrano difficoltà a far quadrare i conti, per il particolare momento di crisi economica, per la presenza di un sistema di tassazione elevato, per i costi connessi al mantenimento di strutture anche elementari, per le inevitabili variabilità correlate all’esercizio di una libera professione. Abbiamo bisogno di una risorsa, di un potenziale da sfruttare per permettere a chi è in difficoltà di non disperdere il suo entusiasmo e la sua voglia di fare e di rinnovarsi. Questa è l ́idea di base del micro-credito. Il ricorso a questa risorsa rappresenta un passo pragmatico per garantire a chi svolge la nostra professione uno strumento in grado di assicurare una continuità d’azione nel tempo anche in momenti meno felici, che tutti conosciamo.”

3. Il vostro programma riprende anche la spinosa questione della nuova geografia giudiziaria, che, tra critiche e disagi vari, ha, di fatto, costretto molti Colleghi a rivedere l ́organizzazione delle proprie attività di studio, non senza importanti ricadute sulle risorse umane ed economiche impiegate. In particolare segnalate il caso di Pinerolo. Cosa è accaduto e come pensate di intervenire?

“Il Tribunale di Pinerolo è stato ingiustamente soppresso il 13 settembre 2012 in seguito alla riorganizzazione degli uffici giudiziari attuata con la ormai nota procedura del decreto legge (D.L. 138/2011 – c.d. Manovra economica bis) ed accorpato al Tribunale di Torino. Come pronosticato, tale assurda riforma ha comportato l ́eliminazione, fra gli altri, di un Tribunale efficientissimo (uno tra i primi in Italia per velocità di definizione dei procedimenti ed il 4° su 17 in Piemonte per bacino di utenza – oltre 200.000 abitanti -, ampiezza del territorio, numero di cause trattate ed efficienza), contribuendo alla congestione del Foro metropolitano, sia in ambito civile, che penale. Il gruppo ́Il Consiglio per gli Avvocati ́ è vicino ai Colleghi pinerolesi che hanno perso la loro storica identità e sono stati testimoni di sprechi di denaro pubblico e del declino della giustizia, e che devono affrontare, per la dislocazione territoriale, difficoltà ulteriori rispetto a quelle ordinariamente riscontrabili negli uffici giudiziari torinesi. Ci faremo, pertanto, promotori di ogni iniziativa utile a sostenere e risolvere le esigenze dei Colleghi ́accorpati ́, monitorando i servizi e gli uffici ancora presenti sul territorio (GdP, sezione dell ́organismo di Mediazione, ma anche Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, Forze dell ́Ordine…) e agendo per la creazione di servizi e sportelli utili ad Avvocati ed utenza.”

4. Puoi parlarci della vostra proposta relativa ai pagamenti richiesti da Cassa Forense?

“La Cassa va pagata perché ci deve garantire una degna vecchiaia. Detto questo, le attuali modalità di riscossione sono gravose: per i contributi minimi, quattro rate da quasi mille euro l ́una non sono poca cosa. Lo sento dire e lo condivido. Rimodulare le rate aumentandone il numero, sarebbe un modo per rendere meglio sopportabile il carico contributivo. Non penso sia una richiesta demagogica e velleitaria; credo, anzi, che si ponga nell ́ottica ragionevole ed assolutamente condivisibile di agevolare tutti noi nell ́ottimizzare le nostre risorse. Un discorso a sé riguarda i costi per il funzionamento della Cassa. Francamente mi domando se non si possa ridurre in maniera seria, e comunque rispettosa di un efficiente funzionamento, un bilancio come quello della Cassa, che ammonta ad 1.500.000,00 euro all ́anno circa. Perchè, ad esempio, noi dal distretto piemontese dobbiamo inviare ben tre delegati? Non ne basterebbe uno? In fondo, la nostra, è una proposta in linea con quella che vediamo avanzare ai più elevati livelli istituzionali.”

5. Dopo 25 anni di professione, sempre lontano dalla politica forense, perché hai deciso di candidarti?

“Ti ringrazio per la domanda. Ho deciso di candidarmi perchè ho deciso di offrire un servizio ai miei Colleghi iscritti al Consiglio di Torino. Sono convinto che sia un dovere di tutti i Colleghi mettere – a turno – il proprio tempo e la propria esperienza professionale e personale a disposizione degli altri. Come me, la pensano tutti i componenti del mio gruppo “Il Consiglio per gli Avvocati”. Li ho visti districarsi con abilità tra udienze, problemi di organizzazione familiare e doveri professionali per mettersi in condizioni di assicurare il loro apporto a questo progetto. E non ne dubitavo. In passato io ho dato volentieri la mia disponibilità a far parte della Commissione Scientifica del Consiglio dell’Ordine, di cui sono ancora un componente, e, prima ancora, ho accettato la richiesta di partecipare un paio di volte alle Commissioni d’esame per la abilitazione professionale. Sono state tutte esperienze molto positive. Penso che lo sarà anche questa, se verrò eletto. In sostanza: la mia è una candidatura dettata da un grande ‘spirito di servizio’ e non dalla ricerca di vuoto prestigio, come spesso accade.”

Avvocato Daniela Nazzaro 

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